BNL condannata: impresa risarcita con 1,2 milioni

BNL condannata: impresa risarcita con 1,2 milioni

Impresa risarcita, a pagare sarà BNL

Banca condannata e impresa risarcita. Questo il senso della sentenza che il Tribunale di Udine ha emesso nello scorso marzo, per la seconda volta, ai danni di una banca, la Banca Nazionale del Lavoro e a favore dell’impresa Clocchiatti. Si tratta della seconda sentenza di questo tenore nell’arco di due anni, come viene raccontato dal Messaggero Veneto dello scorso 26 marzo.

BNLL’accusa mossa nei confronti della banca è fra quelle diventate ormai più comuni: anatocismo. L’azienda, specializzata in costruzioni edili che si trova ormai purtroppo in concordato preventivo (condizione vissuta dal 2011), avrà diritto ad un rimborso di oltre 700 mila euro. Non solo: il giudice ha annullato anche la richiesta di 500 mila euro, avanzata da BNL che rivendicava un credito nei confronti dell’azienda ritenuto dal giudice non dovuto ma per il quale la banca non aveva esitato a presentare un decreto ingiuntivo. Essendo ormai l’azienda in fallimento, il denaro che la banca dovrà risarcire verrà destinato ai tanti creditori che andrà tutto a disposizione dei creditori nell’ambito del concordato.

Il precedente

banca popolare di VeronaNon è certo la prima volta che la Clocchiatti di Povoletto ha vinto contro una banca. Nel 2013 il Tribunale aveva dato ragione all’impresa edile contro la Banca Popolare di Verona ottenendo, sempre per anatocismo, un rimborso di oltre 430 mila euro.

A far cadere il castello degli istituti bancari è stata la capitalizzazione degli interessi bancari passivi su base trimestrale e la richiesta della difesa di accertarne e dichiararne la nullità, l’inefficacia e l’annullabilità. Istanze che il giudice ha accolto.

Gli altri casi

Sempre la Clocchiatti, come ricorda il Messaggero Veneto, aveva intentato un procedimento contro un altro gruppo bancario a livello nazionale che rinunciò alla causa, non pretendendo più 870 mila euro richiesti con decreto ingiuntivo, rimborsando anzi l’impresa con oltre un milione di euro.

Altre 5 cause sono state aperte con queste motivazioni dall’impresa edile verso altrettanti istituti con i quali erano stati intessuti rapporti bancari di qualsiasi genere curati dallo studio legale Grazielli-Bollini.

La storia della Clocchiatti

L’impresa edile, conosciuta in Friuli perché operante da decenni, è in concordato preventivo dal 2011, per cercare di ripianare i debiti verso i creditori attraverso la vendita del proprio patrimonio. Da quel momento ha subìto un attacco trasversale dalle tante banche, con cui aveva instaurato dei rapporti, le quali hanno cominciato a notificarle i decreti ingiuntivi. Iniziative respinte dall’azienda che ha contrattaccato, attraverso citazioni per anatocismo contro tutte le banche.

La ribellione alle banche

Lodevole la ribellione e l’opposizione presentata contro le banche da questa azienda. Purtroppo è avvenuta forse troppo tardi, per permettere all’azienda stessa di rifondere i creditori. Ma l’anatocismo, praticato nei confronti dell’azienda da alcune banche, poteva esser visto e riconosciuto prima, magari evitando il concordato e provando a salvare l’azienda. Ora, pur essendo nelle mani in uno valido studio legale, la situazione lavorativa è compromessa.

Che cosa fare?

Il consiglio che possiamo dare a chi ha imprese e ha rapporti con le banche, è sempre quello di controllare i rapporti, o se non si è in grado, di farli controllare da chi se ne intende e può vedere eventuali irregolarità e farle valere.

Il correntista o mutuatario ha soltanto una cosa di cui preoccuparsi: affidarsi fin dal primo istante al professionista molto esperto, vero conoscitore della materia, che abbia al suo attivo molte vittorie in diversi tribunali.

 

 

 


Fonte: Messaggero Veneto

2 Comments
  1. Buongiorno vorrei dei chiarimenti su una società di mio padre che è fallita per colpa di una banca

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