Coppia di coniugi messa alle strette da una banca - Riconosciuti, invece, oltre 50.000 euro da non pagare

Coppia di coniugi messa alle strette da una banca - Riconosciuti, invece, oltre 50.000 euro da non pagare

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Una coppia trascinata in Tribunale dalla banca

Una coppia di coniugi nel cuneese è stata messa alle strette da un colosso bancario. Richiesti 71.000 euro per saldo a debito di un conto corrente. Tuttavia, grazie all’aiuto di un team di esperti, tra cui l’avv. Rosa Chiericati, si è arrivati a un ribaltamento del caso.

La storia di un imprenditore: tra debiti e ripresa

Un noto imprenditore cuneese nel settore del food, con particolare riferimento al caffè, nel 2005 aveva aperto un conto corrente con la filiale di Cuneo di una banca molto radicata nel territorio che ultimamente è divenuta parte di un più ampio gruppo bancario. Il conto viene acceso con un affidamento di 50 mila euro per lo svolgimento della sua attività. All’epoca, nessuno in banca gli aveva fatto firmare alcun contratto, avevano solo preteso la firma della moglie come fidejussore. Donna che, di fatto, era una casalinga e intestataria di metà della casa famigliare.

Tutto bene fino al 2012 quando poi cominciano i problemi per il marito imprenditore. Per tentare di risolvere il vortice di debiti in cui si era venuto a trovare, senza concrete possibilità di guadagno in Italia, è emigrato in Francia. Lì ha trovando lavoro come dirigente in una nota azienda operativa nel suo settore, dovendo pensare soprattutto a mantenere la propria famiglia costituita dalla moglie e quattro figli.

Una scelta che si rivela fin da subito azzeccata visto che in qualche anno riesce a rimettersi in sesto. Tenta anche di saldare i vecchi debiti bancari in Italia, volendo però pagare il giusto.
E.D., infatti, sempre informato, era venuto a conoscenza dei tanti illeciti che le banche hanno commesso nel tempo sui conti correnti, finanziamenti e mutui e, prima di mettersi a negoziare, ha fatto analizzare i suoi conti presso un noto studio legale che opera nel campo del diritto bancario, l’avv. Rosa Chiericati, la quale si è avvalsa di uno dei più affermati professionisti italiani in materia, l’ing. Davide Porzani.

Il ribaltamento della situazione: oltre 50.000 euro di addebiti non dovuti

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Con la banca però non c’è stato verso di mettersi d’accordo. Così E.D. viene chiamato in giudizio per un apparente saldo a debito di conto corrente per oltre 71 mila euro.
La cifra viene contestata per interessi, commissioni e spese illegittime in assenza di contratto. Infatti la banca dichiara di aver perduto il documento. Però, nel contempo, l’istituto produce un contratto di apertura di credito apparentemente firmato che, tuttavia, E.D. non riconosce.
Viene fatta una perizia grafologica ed emerge che le firme non sono attribuibili all’imprenditore, ragione per la quale il giudice ordina un’integrazione alla perizia econometrica dalla quale risulta un debito effettivo di 14 mila euro anziché di 71.000.

L’importanza di questa sentenza risiede soprattutto nella pronuncia sulla fidejussione della moglie che il Tribunale dichiara non tenuta a pagare nemmeno per i 14 mila euro, posto che la fidejussione garantisce debiti bancari i quali possono derivare solo da contratto.
E’ una sentenza innovativa che apre un varco importante nelle centinaia di migliaia di fidejussioni sottoscritte nel tempo e che spesso sono causa di rovina di intere famiglie, anche in presenza di illeciti bancari. Nella maggior parte dei casi, infatti, i contratti bancari, specie quelli fino al 2010, sono nulli per mancanza di qualche firma.

Un quesito di fondamentale importanza

In sede conclusiva l’avv. Chiericati aveva sollevato la questione se una fidejussione che garantiva debiti per operazioni bancarie potesse essere fatta valere per un debito venutosi a formare al di fuori delle previsioni del Testo Unico Bancario, il quale indica espressamente come debba essere un contratto e quali siano le conseguenze in sua assenza. La domanda finale quindi è stata: si può accettare che un fidejussore debba garantire qualunque tipo di debito o si deve ritenere che garantisca soltanto esposizioni bancarie nel loro autentico significato imposto dalla legge speciale?

La risposta del Tribunale di Cuneo, con sentenza n. 615/17 del 20/6/17 è stata la seguente: “…Bisogna osservare che la fidejussione prestata dalla moglie garantiva solamente in ordine ai contratti ed ai rapporti bancari, anche futuri, intercorrenti tra la Banca e il marito, rapporti e negozi che, tuttavia, come visto in precedenza, all’esito del giudizio non sono risultati esistenti. Ne consegue che la domanda di condanna, in solido col marito, svolta da parte attrice nei confronti della convenuta moglie deve essere rigettata”. Giudice: dott. Mauroernesto Macca

Il commento dell’avv. Chiericati

Abbiamo ascoltato l’avv. Chiericati, che ha commentato il risultato ottenuto da questa vicenda:

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Avv. Chiericati

Questa sentenza crea uno spartiacque sulla fidejussione bancaria in tema di contratti di conto corrente e aperture di credito. Quasi tutti i contratti fino al 2010 sono carenti di firma (o della banca o del correntista). La Cassazione, in tali casi, ha ribadito l’inesistenza di un valido contratto e, in tanto si può parlare di “rapporto bancario” in quanto si possa affermare che esiste un valido contratto i cui tratti caratteristici sono delineati dal comma 1° dell’art. 117 TUB. Se manca anche una sola firma, il contratto è inesistente e il titolo per il quale la banca possa essere in credito non deriva più da un rapporto bancario ma da altre fonti di obbligazione previste dal codice civile, come ad esempio l’indebito oggettivo o l’ingiustificato arricchimento, ma, in ogni caso non si tratta di obbligazioni fondate su “rapporti bancari”. Vi sono milioni di fidejussioni inefficaci, il che significa che le banche non possono agire sui garanti.”

Un epilogo felice, avuto grazie al supporto di un team di eccellenza

Questa vicenda ha avuto un epilogo molto felice per la coppia di imprenditori. Oltre 50.000 euro di addebiti non dovuti e possibilità di tirare un sospiro di sollievo. La vita di queste due persone è migliorata, grazie alla vittoria sulla banca e all’intervento dello Studio Chiericati&Partners di Lugano.

Non arrendetevi all’arroganza degli istituti di credito. Se avete problemi nei vostri conti, contratti finanziari o mutui, non esitate a chiamarci: 0375-833181.


Fonte: Sentenza n.615/2017 pubbl. il 20/06/2017 RG. n. 4080/2013

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