Piacenza: Il mutuo è usurario. Asta sospesa!

Piacenza: Il mutuo è usurario. Asta sospesa!

Piacenza: Mutuo a Tasso Usura – asta sospesa!

Asta sospesa: il mutuo appariva a Tasso di Usura. La casa per il momento è in salvo. Questa la decisione del Tribunale di Piacenza, per le presunte irregolarità che sussistevano nel contratto di mutuo. Si tratta di una delle tante storie vere che vi raccontiamo, perché possiate capire che le vittorie contro le banche sono all’ordine del giorno, quando ci si rivolge ad un professionista che sia esperto in diritto bancario. Arriva da Piacenza.

La vicenda

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Il Tribunale di Piacenza

Lo schema è quello tipico. Abbiamo da una parte un mutuatario in difficoltà a pagare le rate, dall’altra una banca. Il primo, per motivazioni di vario genere, che vanno dalla perdita del lavoro alla diminuzione di fatturato della propria attività, si trova nelle condizioni di non poter pagare alcune rate del mutuo. La banca, dal canto suo, non perdona. La banca, ancora una volta, fa la voce grossa con i piccoli e, anziché cercare di venire incontro ad effettive difficoltà presentate dal cliente, lo vessa chiedendo di rientrare dal proprio debito.

E così la Banca notifica il precetto e poi il pignoramento. Con questo inizia anche il calvario dei mutuatari, che cominciano a vivere nell’incertezza di un tetto sulla testa, consapevoli che tutto quello che hanno pagato fino a quel momento sta per essere gettato in un grande calderone. Si sentono stretti nella morsa d’acciaio della banca che fa il bello e cattivo tempo.

Talvolta, come in questo caso e in tanti altri che si sono registrati negli ultimi mesi, capita che i mutuatari non ci stiano e, rivolgendosi ad un legale specializzato in materia, si oppongono. Dalle analisi effettuate insieme al consulente tecnico di parte sul contratto di mutuo si scopre che c’è usura nei tassi, esistono clausole nulle.

Viene quindi depositato il ricorso.

In Tribunale

Asta sospesa come è giusto che sia: questa la decisione della Sezione Civile del Tribunale di Piacenza.

Il contratto verrà verificato attraverso una Consulenza Tecnica d’Ufficio, con la quale si constaterà effettivamente se esiste usura nei tassi applicati dalla banca al mutuo e se esistano clausole nulle. E il giudice decide comunque di sospendere il pignoramento in atto e quindi l’asta, ritenendo “non manifesta l’infondatezza dell’impugnazione” da parte dei debitori.

Non solo, il giudice ritiene anche “che sussista il pericolo di grave ed irreparabile pregiudizio per la parte che subisca questa efficacia esecutiva, pregiudizio che non deve necessariamente rivestire carattere patrimoniale, ben potendo intendersi viceversa esteso alla privazione della disponibilità di un bene della vita…”

La casa viene insomma ritenuta un bene di vitale importanza per esser tolto ad una persona, anche se la situazione non è ancora del tutto chiarita. A questo scopo fissa un termine di 60 giorni perché la vicenda venga giudicata nel merito.

Il parere dell’esperta

Abbiamo chiesto un commento all’avvocato Rosa Chiericati di Lugano, nota per le sue innovative vittorie nei Tribunali italiani in questioni di diritto bancario, su quali possano essere gli effetti di questo provvedimento.

“C’è una importante presa di consapevolezza di fondo in questo caso, da parte del giudice, che voglio sottolineare – esordisce l’avvocato – ed è la considerazione che viene fatta del valore dell’abitazione. Si tratta, a tutti gli effetti, di un bene primario, di vitale importanza per qualsiasi persona o nucleo familiare”. E quindi asta sospesa.chiericati

“Vedo nella decisione di sospensione da parte del giudice proprio come egli abbia soppesato e messo a confronto interessi contrapposti tra loro: quello della banca, di soddisfare il proprio credito e quello dei mutuatari di non vedersi portar via la casa all’asta prima di avere il tempo di far valere le proprie ragioni – prosegue Rosa Chiericati -. Soprattutto, nella comparazione degli interessi in gioco, è chiaro che la banca, fino all’ultimo istante, resta completamente garantita nei propri diritti, ove li abbia. Non sospendere, in questi casi, significa correre il rischio che i mutuatari vedano riconosciuti i propri diritti (di abitare nella propria casa) quando questi sono stati invece calpestati con una vendita all’asta!.

L’eccezionalità del provvedimento

Perché è così eccezionale? Se c’è una legge, non hanno tutti lo stesso diritto e quantomeno di ottenere almeno l’asta sospesa in attesa di giudizio?  “E’ un diritto, sì – risponde l’avvocato Chiericati -, ma per farlo valere occorre una competenza e una conoscenza della materia così approfondita che tante volte, quando gli avvocati non sono veramente esperti di questa materia, confondono le norme con i numeri. Non sono veramente in grado di capire come funzionino i modelli matematici in relazione alle norme legislative e, conseguentemente, non sono in grado di richiedere verifiche peritali ai loro tecnici, in grado di dimostrare l’inesistenza originaria del titolo esecutivo. Questa è l’unica cosa che conta quando si impugna un mutuo in una esecuzione immobiliare”.

Il consiglio

Che cosa può consigliare allora ai nostri lettori?

“Semplicemente, quando arriva un atto di precetto, di muoversi. C’è ancora il tempo per i mutuatari di capire bene se si trovano nelle condizioni di avere un provvedimento di sospensione e per capirlo si devono informare.

icon-4Devono rivolgersi subito a un avvocato che tratti la materia in maniera specialistica e che abbia risultati ottenuti in più tribunali. Il web offre molta informazione, devono guardarsi intorno, provare a fare qualche verifica e poi scegliere.

La cosa che raccomando è di star lontano da qualunque associazione o società. Queste sono pratiche legali, nient’altro; le pratiche legali devono essere trattate da avvocati,  per di più con la conoscenza ed esperienza specialistica in questa materia.

Ma se proprio si dovessero rivolgere a una di queste entità, che sono fiorite come funghi negli ultimi due anni in tutte le città, allora che chiedano, come prima cosa non il prezzo, non la verifica, bensì unicamente di sapere nome e cognome dell’avvocato che seguirà la loro pratica e si informino su di lui.

Mille euro in più o in meno che possano servire per una pratica del genere non hanno alcun peso. Una casa persa per sempre, invece, ce l’ha eccome; ed è il rischio che si corre quando ci si rivolge a una struttura con avvocati non all’altezza”.

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