Mutuo New Concept Advisory

Donna senza lavoro salvata dal nuovo piano per i consumatori

Una donna di Prato dopo aver perso il lavoro rischia di perdere la propria casa, che sta pagando con un mutuo. Grazie al “piano del consumatore”, però, riesce a ridurre i debiti contratti.

Una sentenza favorevole

Quando si perde il lavoro, riuscire ad affrontare tutte le spese necessarie diventa un grosso problema. Specialmente se si ha sulle spalle un mutuo da pagare. Questo è ciò che è capitato a una donna di Prato, che si è ritrovata sommersa dai debiti per aver perso il proprio stipendio. Rischiava di perdere addirittura la casa che stava pagando grazie a un mutuo.

Fortunatamente, grazie a un giudice che ha formulato una sentenza in cui ha dato ragione alla donna in difficoltà, ora la casa non è più in pericolo. Con grande stupore dei molti presenti, è stato accettato il “piano del consumatore”: un documento in cui viene ricostruita l’intera vicenda economica della vittima e in cui si viene a scoprire che l’impossibilità dei pagamenti è oggettiva e quindi non voluta. Per questo motivo, è stata richiesta una riduzione dei debiti presenti, per renderli plausibili alla nuova condizione economica della donna.

Per chi non lo sapesse, il “piano del consumatore” è previsto dalla legge 3/2012 ed è una procedura molto complessa. Infatti richiede la creazione di un organismo di composizione della crisi (Occ), nominato dal giudice, che si deve occupare sia della ricostruzione dell’intera situazione economica della persona che sta partecipando alla causa, sia della valutazione della persona, ovvero se è oggettivamente stata impossibilitata ai pagamenti e quindi meritevole di aver accesso alle riduzioni dei debiti.

I fatti

La donna, di 40 anni, si ritrova ad avere un figlio a carico dopo il divorzio con il proprio marito. Ma, nonostante la difficoltà della separazione, decide di voler avere un posto sicuro per crescere il proprio figlio. Così, chiedendo alcuni prestiti per permettersi le spese del notaio e dell’arredamento, riesce ad acquistare una casa, accedendo un mutuo. Purtroppo, poco tempo dopo, l’azienda per cui lavora fallisce e la malcapitata si ritrova senza lavoro. Da qui iniziano le difficoltà nel gestire tutti i prestiti richiesti. Non riesce a pagare le rate nei tempi giusti e le banche iniziano a minacciarla di sfrattarla di casa e di metterla all’asta per far rientrare i mancati pagamenti. La donna allora decide di procedere per vie legali e così inizierà la causa nel Tribunale di Prato.

Dopo un’attenta valutazione del caso, il giudice decide di dar ragione alla donna, riconoscendo le reali avversità che le sono capitate. Per questo motivo riduce notevolmente i debiti con le banche ma anche quelli legati ai canoni quali telefono, luce e condominio. Inoltre l’ex moglie riesce anche a trovare un nuovo lavoro. Quindi può tirare un sospiro di sollievo e crescere suo figlio nella sua nuova casa.

Ma come mai questo piano è stato accettato dal giudice? La motivazione è di tipo pratico. Infatti il piano stilato è stato ritenuto di gran lunga migliore di una liquidazione forzata per entrambe le parti. Da una parte, la donna non è costretta a rimanere senza casa e dall’altra la banca non dovrà svendere l’immobile a un prezzo stracciato, contando i valori attuali delle case in Italia. Per cui, in questo modo, si è garantito un risultato vantaggioso per entrambe le parti.

Per riuscire a vincere, bisogna affidarsi agli esperti

Questa vicenda dimostra come il consumatore non è sempre costretto a perdere tutto quando contrae dei debiti verso le banche. Può anche essere riconosciuta l’oggettiva difficoltà nell’eseguire i pagamenti e convincere i giudici a ridurre i pagamenti da effettuare.

Ma questo può avvenire solo grazie all’aiuto di persone competenti, che hanno già vinto e garantito il successo ai propri clienti.


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