L’Euribor diventerà ibrido. Quali saranno i cambiamenti?

L’Euribor diventerà ibrido. Quali saranno i cambiamenti?

Euribor New Concept Advisory

Alla ricerca di nuove soluzioni per determinare il tasso Euribor

I vertici dei mercati finanziari iniziano a pensare a delle soluzione per la determinazione del tasso Euribor. Dopo una prima proposta bocciata, ora si sta pensando a un metodo “ibrido”.

I piani dei vertici finanziari

Con la parola Euribor nella mente degli italiani vengono in mente diversi scenari. La crisi finanziaria che ha colpito moltissime famiglie circa dieci anni fa, oltre allo scandalo della manipolazione di questo valore da parte di alcune delle banche più influenti in Europa. Tutti elementi che hanno contribuito a provocare numerose perdite nelle tasche degli italiani. Ma ora si sta provando a trovare una soluzione, per evitare il ripetersi, nel tempo, degli stessi avvenimenti del passato.

Una delle prime alternative pensate è stata quella di eliminare la famosa telefonata mattutina tra un gruppo di banche scelto (che ora ammontano a circa 20), per determinare il valore, per passare a una determinazione del tasso sulla base delle transazione effettive avvenute sul mercato. In questa maniera si assicura una maggiore trasparenza e sicurezza nella formulazione del valore dell’Euribor e si risponde ai principi espressi dalla Iosco (l’organizzazione internazionale delle Autorità di controllo dei mercati finanziari).

Purtroppo però questa riforma non è stata ancora approvata, e sembra sia finito in uno stato di ibernazione. Secondo l’Emmi (European Money Market Institute), l’esperimento che è stato effettuato per questo metodo non è andato a buon fine. Il motivo del fallimento è che gli scambi sul mercato non sono abbastanza sufficienti per fornire un valore veritiero dell’Euribor. Una soluzione che porterebbe più rischi che maggiore stabilità.

Ora il nuovo obiettivo di Emmi è puntare su una soluzione intermedia, definita “ibrida”. L’Euribor sarebbe stabilito in parte sulla transazione dei mercati e, in parte, su “altre somme e prezzi” non meglio specificate. In questo clima di dibattiti e indecisioni, intanto la riforma slitta. Si parla infatti di cambiamenti solidi non prima del 2019. Tempi che fanno presagire un ulteriore stato di emergenza Euribor in arrivo.

Le conseguenze sul consumatore

Ma per il consumatore, tutto questo cosa vuol dire? Che per il momento rimarrà tutto come prima, ovvero nessun cambiamento nei mutui a tasso variabile. Ma non è da vedere necessariamente come qualcosa di negativo. Infatti, almeno non si rischia l’avvio di una riforma che avrebbe portato l’Euribor a valori molto volatili, quindi con variazioni che potevano non essere gradite ai risparmiatori.

Quindi, il cittadino può tirare un sospiro di sollievo e sarà necessario attendere la nuova soluzione, che sotto l’aspetto delle garanzie è molto buona. Una metodologia ibrida permette infatti un controllo del valore del tasso Euribor molto solido, oltre che una determinazione più che stabile e veritiera del numero richiesto.

Ricordiamo che il discorso della determinazione del tasso Euribor interessa anche attività e obbligazioni a tasso variabile indicizzate sulla base di questo valore. Un esempio lampante sono i 135 miliardi di euro emessi dal Tesoro. Maria Cannata, direttore del Debito Pubblico, si esprime sui rischi di una rilevazione troppo volatile: “In un mercato così sottile un sistema di rilevazioni legato alle sole transazioni porterebbe con sé il rischio di una elevata volatilità del parametro e non servirebbe a evitare possibili manipolazioni”.

In conclusione, possiamo affermare che il blocco della riforma basata unicamente sulla transazione dei mercati è stato un movimento più che positivo per le tasche degli italiani, che rischiavano di essere svuotate ancora di più.

Una situazione per ora accettabile

La situazione Euribor è ancora lontana da una soluzione. Ma, per il momento, è meglio che tutto rimanga così com’è, perché inizialmente si era pensato a una risoluzione che rischiava di far diventare il valore troppo volatile.

Ricordiamo che l’Euribor ha già causato troppi problemi anni addietro e non è necessario che ne crei altri. 


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