Pop Vicenza, piccolo azionista si suicida per aver perso quasi 500.000 euro

Pop Vicenza, piccolo azionista si suicida per aver perso quasi 500.000 euro

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Ex perito si toglie la vita dopo aver perso tutto a causa delle banche

A causa dell’azzeramento di alcuni titoli di Popolare di Vicenza, accaduto un anno fa, un pensionato ha deciso di togliersi la vita, perché sommerso da troppi debiti e per non avere più in mano una cifra consistente, per cui aveva lavorato una vita intera, con non pochi sacrifici.

Una storia di 500.000 euro persi

Una storia molto triste, finita in tragedia. Parliamo di Antonio Bedin, pensionato di 69 anni e azionista presso la Banca Popolare di Vicenza, che ha deciso di togliersi la vita dopo l’azzeramento del valore delle sue azioni. Tutto questo è accaduto nel 2016, dopo che la banca ha cambiato il valore di alcune delle proprie obbligazioni, per far fronte a una situazione di disagio economico che sarebbe poi sfociata in una crisi vera e propria nel 2017. Eventi che hanno portato alla fusione con Intesa Sanpaolo delle banche venete e al salvataggio da parte dello Stato.

Un episodio forte, che ha scosso nel profondo il cuore di migliaia di italiani, che si sono ritrovati in uno scenario simile. Infatti la situazione di Antonio non è isolata, ma bensì sono oltre 100 mila gli azionisti colpiti dal cambio di prezzo delle azioni. Però per Antonio, ormai anziano e con alle spalle una vita di fatiche per guadagnare il denaro posseduto, era troppo. Si è visto togliere tutti i suoi risparmi in un colpo solo. Egli aveva acquistato 8.000 azioni, che valevano ai tempi dell’acquisto circa 500.000 euro. Poi, il loro valore è sceso fino a 800 euro. Praticamente zero.

Luca Zaia, governatore del Veneto, è stato uno dei primi a commentare la vicenda. Richiesto “un intervento straordinario del governo per queste persone che hanno perso tutto, un intervento che non è finanziario ed economico ma sociale”. Il Codacons invece vuole punire chi ha portato Bedin al suicidio. “la Procura della Repubblica di Vicenza deve indagare per la fattispecie di istigazione al suicidio“.

Il crollo del prezzo delle azioni e il gesto estremo di Antonio

Tutto è iniziato nel 2015, quando Antonio, affetto da disturbi di salute di vario tipo (cardiaci, polmonari e problemi deambulatori), decise di acquistare delle azioni presso Popolare Vicenza, per assicurarsi i soldi sufficienti, assieme alla sua buona pensione, per pagare un trattamento presso una casa di cura per sé e, al contempo, avere dei risparmi di emergenza per aiutare sé stesso e i suoi figli. Un piano studiato per bene, che doveva garantire all’uomo serenità e tranquillità.

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Così acquista azioni per il valore di 62,5 euro, per un totale di 8.000 titoli. Nel giro di un anno, le stesse azioni hanno perso completamente il loro valore, scendendo a un centesimo. Un furto per Bedin, che si è ritrovato senza i soldi che ha guadagnato in una vita di sacrifici. Infatti lui era un ex perito e chimico e aveva dedicato quasi tutta la sua vita al lavoro. Una scelta per garantire una vecchiaia fatta di relax. Ma si è ritrovato a non poter pagare neanche una casa di cura per sé, quando invece aveva soldi sufficienti ad aprire un’attività. Una vergogna per la Banca, che è rimasta a guardare e non ha fatto nulla per evitare che Antonio si togliesse la vita.

“Non ce la faccio più”. Un biglietto con queste parole e alcune linee guida sul suo funerale. Questo è tutto ciò che ha lasciato ai suoi cari. Il fratello Gaetano è stato colui che ha ritrovato il corpo di Antonio. Uno shock, da cui probabilmente ancora non si è ripreso. Ai giornalisti parla di come reagiva Antonio quando si parlava di istituti di credito. “Ogni volta che sentiva parlare della banca si arrabbiava”, queste le sue parole

Carlo Rienzi, presidente di Codacons, parla di “un caso di suicidio che pare connesso alla perdita dei risparmi di una vita. Un episodio grave”.

Necessaria chiarezza e maggiore tutela per i soldi dei risparmiatori

Un crollo previsto. Infatti Il prezzo delle azioni viene fissato a discrezione dell’assemblea dei vertici della banca. Quindi, circa 119 mila azionisti si sono trovati improvvisamente senza soldi. Il tutto per far rientrare le perdite subite dalla banca. Ma non devono essere gli azionisti e gli onesti cittadini a dover pagare per gli errori dei vertici di un istituto. I desideri delle persone sono quelli di affidarsi alle banche per poter mettere al sicuro i propri soldi, non rischiare di continuo di doverli perdere. Inoltre questi titoli erano stati presentati come titoli adatti ai risparmiatori, con basso rischio. In realtà si è dimostrato tutto l’opposto. Per questo motivo, piuttosto che cedere alla disperazione e farla finita, bisogna reagire contro queste ingiustizie e pretendere i soldi che sono vostri di diritto.

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L’unico modo per combattere contro le banche è affidarsi a persone esperte in materia, che sanno individuare tutti gli illeciti commessi dagli istituti di credito, per garantirvi il rimborso dovuto. La storia di queste azioni è stata pessima. Dopo le maxi perdite e le svalutazioni del 2014 e dopo l’ultima ricapitalizzazione da 1,5 miliardi in seguito alla quale la banca è finita in mano al fondo Atlante, il valore è crollato. Già ad aprile 2015 il valore era stato ridotto da 62,5 euro a 48 euro.A febbraio il crollo a 6,3 euro. Poi il colpo finale ad aprile 2016, con la notizia del valore di 10 centesimi ad azione. Praticamente azioni che non valevano nulla. Attualmente è in corso un’inchiesta su Gianni Zonin, presidente della banca, ma ancora non è arrivata alcuna condanna.

Il procuratore Antonino Cappelleri si sta occupando dell’indagine che coinvolge BpVi. “Grandissimo rispetto per la persona che si è tolta la vita. Agli altri azionisti posso solo dire che stiamo facendo di tutto per fare chiarezza”, queste le sue parole. Una storia dall’epilogo triste, che dimostra quanto sia difficile gestire le manovre che le banche attuano.

Non fatevi schiacciare dall’arroganza delle banche, reagite alle ingiustizie!

Una vicenda tragica, che deve però farci riflettere. Non dobbiamo permettere alle banche di toglierci i nostri soldi e la nostra voglia di vivere. La soluzione è combattere questi soprusi, perché nessuno deve rubare i nostri avere

Affidatevi agli esperti in materia. Se avete problemi nei vostri conti, contratti finanziari o mutui, non esitate a chiamarci: 0375-833181. Sapremo scovare tutte le ingiustizie che hanno commesso le banche e sapremo guidarvi al rimborso dei vostri soldi.


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